Il lavoratore invalido ha diritto a un comporto più lungo

Discriminatori applicare lo stesso termine di comporto per il lavoratore invalido o affetto da handicap.Lo ha stabilito il Tribunale di Milano con ordinanza del 24.9.2018 in una causa promossa da una nostra iscritta, fortemente supportata dalla Federazione, assistita dall’Avv. Silvia Balestro. Il lavoratore o la lavoratrice affetti da invalidità o handicap sono più soggetti ad assentarsi dal lavoro  a causa della loro patologia. Secondo l’ordinanza del Tribunale di Milano sussiste una discriminazione allorché il datore di lavoro licenzi il soggetto invalido applicando lo stesso comporto previsto per i lavoratori “sani”. Come è noto il periodo di comporto è quel periodo, stabilito dalla contrattazione, durante il quale il lavoratore e la lavoratrice hanno diritto alla conservazione del posto. Una volta decorso, l’azienda ha facoltà di licenziare. La Fisascat è da tempo impegnata nella tutela della salute dei lavoratori e delle lavoratrici, in particolar modo per quelle situazioni più delicate di invalidità o di handicap. Crediamo infatti che le condizioni di fragilità debbano essere supportate con tutto l’impegno possibile, sia in termini di prevenzione, sia in termini di tutela nei casi più estremi di infortuni sul lavoro, malattie professionali e licenziamenti connessi alla malattia.

La nostra iscritta, uscita vincitrice da una dura e difficile lotta, avrà diritto di tornare nel suo posto di lavoro e grazie a lei siamo riusciti ad affermare un importante principio di diritto, che potremo utilizzare anche in future battaglie”

 

 

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