Il Decreto Salvini toglie lavoro e aumenta l’illegalità

“Usciranno dai centri  e torneranno sulle strade in condizioni disumane.  Dobbiamo contrastare questa regressione culturale  anche attraverso scioperi e iniziative di disobbedienza  civile”. Gilberto Magone, segretario generale aggiunto di Cisl Milano Metropoli, sintetizza così gli effetti del Decreto Sicurezza, il cosiddetto Decreto Salvini, sui migranti che vivono  in Italia,  ma anche la determinazione del sindacato a contrastare  il provvedimento, motivato da un’emergenza che non esiste, che il Governo in carica ha fortemente voluto. Del resto gli effetti negativi già si vedono: secondo le prime stime del Comune di Milano, nei prossimi mesi, i migranti che usciranno dai centri, quindi fuori da ogni percorso d’integrazione a partire dal lavoro, saranno almeno 900. La Caritas ambrosiana parla di 500 stranieri ospitati nelle strutture della Diocesi che rischiano  di finire in strada. Altre conferme sono arrivate dal convegno che lunedì 10 si è tenuto  in via Tadino, sede della Cisl milanese. Da Silvia Bartellini presidente  della coop Passepartout  di Casa Chiaravalle che si occupa  di donne che hanno subito violenza  e bambini in condizioni critiche. Da Francis Shemisi, uno degli operatori licenziati a causa  della chiusura  di via Corelli, che ha raccontato come il Centro di accoglienza si stia rapidamente svuotando. Da Maurizio Bove, presidente Anolf-Cisl  di Milano,  che ha elencato gli effetti devastanti del Decreto  sul Labour it, un progetto innovativo  di formazione e collocamento  di una 40 di stranieri finanziato dalla Comunità europea e che ha visto la partecipazione del Comune di Milano, associazioni di categoria, aziende.

E siamo solo all’inizio. E’ toccato all’avvocato Silvia Balestro illustrare gli effetti a lungo termine del  Decreto  Salvini e rispondere alle tante domande degli  operatori presenti che hanno sollecitato anche il sindacato a farsi promotore  di ulteriori iniziative, oltre  quelle in atto, a difesa degli immigrati. Del resto – come ha sottolineato Paolo Miranda  della segreteria di Fisascat Milano Metropoli- “per noi non si tratta solo di una battaglia di giustizia sociale e per la difesa di diritti sacrosanti. I lavoratori stranieri sono ormai parte di noi, sono la ‘nostra gente’: un terzo degli iscritti  alla nostra categoria (commercio, servizi, turismo)  è immigrato”. Concetto ribadito  da Luigino Pezzuolo che della Fisascat milanese è il segretario generale , che ha definito il Decreto sicurezza “Una perdita di sicurezza e un aumento dell’illegalità”.

 

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