L’Intelligenza Artificiale non è solo una rivoluzione tecnologica: è una sfida culturale e sociale che ridefinisce il mondo del lavoro. Per la FISASCAT Milano Metropoli, questo cambiamento rappresenta un’opportunità per ripensare il ruolo del sindacato in modo innovativo, etico e inclusivo. Nel tema congressuale “La Prospettiva Capovolta”, ribaltiamo la prospettiva: l’AI non è un nemico da temere, ma uno strumento da governare per tutelare i diritti e valorizzare il lavoro umano.
1. AI oltre l’automazione: quando la tecnologia serve le persone
L’AI non sostituisce solo cassieri o operatori di data entry: ridisegna interi processi, dal marketing predittivo alla gestione aziendale. Come evidenzia Forrester Research (2024), algoritmi avanzati analizzano dati con precisione inimmaginabile, influenzando decisioni strategiche. Ma se lasciata in mano esclusiva alle logiche del profitto, questa trasformazione rischia di marginalizzare i lavoratori.
La FISASCAT guarda oltre: l’obiettivo non è bloccare l’innovazione, ma orientarla verso il bene comune. Esempi come le casse automatiche o gli assistenti virtuali devono diventare occasioni per migliorare condizioni lavorative, ridurre carichi stressanti e redistribuire il valore generato.
2. Etica e dignità: il modello della Rome Call for AI Ethics
Già nel 2020, la Santa Sede aveva lanciato un segnale chiaro con la Rome Call for AI Ethics, promuovendo uno sviluppo tecnologico rispettoso della dignità umana. Un impegno condiviso da FISASCAT: l’etica non è un optional, ma il cuore di ogni progresso.
Come il Vaticano collabora con aziende e istituzioni per definire linee guida, così il sindacato deve essere protagonista nei tavoli dove si decide il futuro del rapporto tra lavoro e le metodologie. Serve un dialogo concreto con imprese e governo, per inserire clausole di equità nei contratti e garantire che gli algoritmi non amplifichino discriminazioni o precarietà.
3. La strategia italiana per l’AI: formazione e coinvolgimento sindacale
La Strategia Italiana per l’Intelligenza Artificiale 2024-2026 del Dipartimento per la trasformazione digitale è un’occasione da non perdere. Tuttavia, come sottolinea la FISASCAT, senza il sindacato non può funzionare, e noi siamo a Milano cuore dell’innovazione della Nazione.
Proponiamo quindi:
- Formazione continua per acquisire competenze digitali avanzate, allineate alle nuove esigenze, la vera “prospettiva capovolta” è mettere i lavoratori al centro del cambiamento. Non più spettatori, ma co-autori di un futuro equo.
- Tavoli di confronto permanenti con aziende e AgID per monitorare l’impatto dell’AI sui contratti e sulle mansioni.
- Patti territoriali che leghino l’adozione di tecnologie a investimenti in welfare e riqualificazione, rafforzando la bilateralità.
4. Lavoratori 4.0: da soggetti passivi a protagonisti
- Corsi specializzati su machine learning e gestione dati, accessibili a tutte le categorie.
- Piattaforme sindacali digitali (come fisascatperte.it e il seguente portale territoriale) per offrire assistenza rapida su temi tech.
- Osservatori nazionali per segnalare casi di abuso o discriminazione algoritmica.
5. Il Congresso: un patto per l’innovazione responsabile
Il Congresso di febbraio non è un punto d’arrivo, ma l’inizio di un percorso coraggioso. La FISASCAT si impegna a:
- Promuovere accordi che leghino l’uso dell’AI a tutele concrete (es. salario formativo, orari flessibili).
- Costruire una task force di delegati esperti in digitale, per guidare il confronto con le aziende.
- Collaborare con realtà internazionali, seguendo l’esempio della Rome Call, per un’AI etica e inclusiva.
- Orientare il potenziale della bilateralità verso una strategia di uso dell’ I.A. a favore in contemporanea della competitività delle imprese e dell’ occupazione dei lavoratori.
La sfida è qui. E il tempo è adesso.




